Quando i friulani giocavano in serie A

Scrivere di calcio non è così semplice come potrebbe apparire. Esiste il rischio di finire per raccontare una sterile cronaca sportiva della singola partita. In questo caso non è così, e non solo perché la storia del protagonista Vinicio Facca è segnata da un triste evento, ma soprattutto perché nella lettura di queste pagine è piacevole scoprire un risvolto di umanità, di sentimenti, di emozioni che hanno attraversato un’epoca di grandi speranze negli anni Sessanta. Renato Favretto si trova di fronte un mondo tutto da scoprire, non ha potuto memorizzare i volti di quelle figurine che non ha visto da bambino perché era nato da poco. Per questo l’autore ha pensato che per raccontare i tempi in cui il calcio era molto diverso da oggi, fatto di partite in bianco e nero e uomini leggendari arrivati quasi per caso nel mondo del pallone, fosse necessario far parlare i protagonisti di allora. Si susseguono quindi una serie di piccoli racconti, di aneddoti e di ricordi legati a Vinicio Facca e a tanti altri calciatori ed allenatori, che come lui sono ancora oggi l’orgoglio sportivo della terra friulana.

Dalla prefazione di Bruno Pizzul: «…A parte le toccanti pagine che ci regalano l’immagine e la storia personale, sportiva e umana di Facca confesso di essere rimasto coinvolto dalla minuziosa ricostruzione del contesto sociale ed antropologico in cui Vinicio ha maturato le sue esperienze personali, con i puntuali riferimenti a quello che allora, per un ragazzo friulano, era il calcio».

12.00

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Renato Favretto

176 pagine, brossura

Edizioni L’Omino Rosso

Renato Favretto è nato a Pordenone nel 1966. È un tecnico nel settore della stampa con l’hobby della scrittura e della ricerca storica nel mondo del calcio. Insieme alla moglie Alessandra ha realizzato un libro di favole per la figlia Vera dal titolo L’albero ha piantato radici (Edizioni L’Omino Rosso, 2009). Questo suo secondo libro è il frutto di una passione per il calcio, che vive come dirigente di una società sportiva oratoriale. Da sempre impegnato nel volontariato e nella politica, nel 2008 è stato insignito del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

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