Gianni Giacinto
140 pagine, brossura
Edizioni L’Omino Rosso (2025)
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Gianni Giacinto è nato a Pordenone nel 1971 e cresciuto nel quartiere di Rorai Grande, dove sono nate alcune delle sue amicizie più durature. Appassionato di informatica fin dall’adolescenza grazie a un Commodore 64, ha trasformato quell’interesse in una carriera nel settore software, vissuta non come semplice professione, ma come forma espressiva: un linguaggio creativo con cui evadere, esplorare e costruire, mantenendo sempre uno sguardo libero e aperto. Lettore di Asimov e Philip K. Dick, appassionato di musica – in particolare Bruce Springsteen e i Guns N’ Roses – ha iniziato a scrivere poesie all’età di otto anni. Ama viaggiare, incontrare persone e osservarne i comportamenti, cogliendo nei gesti quotidiani e nei silenzi il riflesso di un vissuto più profondo. Anche un semplice bar di paese può diventare per lui linfa vitale, un osservatorio autentico dell’animo umano. Da tempo si interessa ai temi dello spazio, del tempo e della meccanica quantistica, trovando in ogni incontro vissuto un piccolo sistema complesso, un microcosmo di particelle umane.











